Xantelasma: non lasciare che ti rovini la vita! Scopri come eliminare definitivamente i depositi di grasso sotto gli occhi

Xantelasma: di cosa si tratta?

Per xantelasma intendiamo un antiestetico quanto fastidioso accumulo di grasso, purtroppo delineato in maniera molto evidente, che si manifesta come una serie di macchie giallastre (piatte, oppure in rilievo) con la tendenza a progredire. Gli xantelasmi si possono sviluppare su tutta la superficie della palpebra, ma sono più spesso localizzati agli angoli delle palpebre o sotto di esse.

Come ho già messo in luce, con il trascorrere del tempo il numero degli xantelasmi, nonché le loro dimensioni, tendono ad aumentare, diventando perciò sia ingombranti che sconvenienti per il paziente, in primis dal punto di vista estetico.

Si tratta di un problema che affligge in egual misura sia le donne che gli uomini, generalmente in un’età compresa tra i 45 e i 55 anni. 

Per quanto riguarda le cause della formazione, in buona sostanza, si tratta di un primo sintomo di una probabile presenza di troppi lipidi nel sangue, ragion per cui è una questione che non andrebbe mai sottovalutata. 

La buona notizia è che – grazie alla chirurgia estetica – gli xantelasmi possono diventare solo un brutto ricordo! Vi spiegherò presto mediante quali procedure, ma prima vediamone insieme cause e sintomi. 

Xantelasma palpebrale: quali sono le cause? E quali i sintomi?

In linea generale, gli xantelasmi possono essere provocati da una delle seguenti patologie: 

  • Dislipidemie;
  • ipotiroidismo;
  • cirrosi epatica;
  • cirrosi biliare primitiva;
  • pancreatite.

Le dislipidemie sono caratterizzate da un’elevatissima quantità di lipidi nel sangue; di solito, sono malattie che riguardano il livello dei trigliceridi, colesterolo e LDL (lipoproteine a bassa densità). Cosa ne consegue? Che esse rappresentano un fattore di rischio non solo per l’aterosclerosi, ma addirittura per malattie vascolari serie, come la coronaropatia. Tali valori nel sangue possono quindi condurre alla formazione degli xantelasmi palpebrali.

Chi ne soffre lo sa bene: gli xantelasmi non provocano né prurito né dolore a livello palpebrale, quindi non rappresentano una sintomatologia oculare che mette a repentaglio la vista, tuttavia, non sono certo gradevoli e non passano inosservati, ragione che porta la maggior parte delle persone a volersene giustamente liberare.  

È possibile prevenire gli xantelasmi?

Come abbiamo visto, lo xantelasma palpebrale non regredisce spontaneamente. 

Parlando di prevenzione, l’unico reale modo per prevenire l’insorgenza di queste brutte macchie gialle è ridurre i fattori di rischio che possono causare un’ipercolesterolemia. Mi riferisco, in prima battuta, alla necessità di seguire una dieta equilibrata e sana, la quale può sicuramente contribuire alla correzione del metabolismo e dunque a prevenire la formazione degli xantelasmi nei pazienti con la predisposizione a svilupparli, oltre a essere naturalmente un grande vantaggio in tutti i campi della vita! È un must, quindi, limitare l’apporto di zuccheri e grassi, eliminare l’alcol o ridurlo drasticamente, ma anche aggiungere nella dieta una buona quantità di fibre solubili. 

Praticare esercizio fisico regolare è un altro sistema di prevenzione, non solo per questo problema, ma per qualsiasi genere di patologia!

Come liberarsi degli xantelasmi?

I pazienti con xantelasmi della palpebra si devono rivolgere a un buon chirurgo plastico, il quale provvederà, a seconda dei casi:

  • A eliminarli mediante un’asportazione chirurgica estetica;
  • mediante l’utilizzo di laser CO2 pulsato; 
  • attraverso l’utilizzo di peeling chimici.

L’escissione chirurgica viene eseguita contestualmente al rimodellamento della palpebra, quindi mediante un intervento estetico di blefaroplastica, sempre e comunque personalizzato su misura secondo le necessità di ciascun paziente.

Il laser CO2, invece, è una tecnica che consiste nel vaporizzare e foto-coagulare il tessuto su cui viene usato, con un’ablazione molto selettiva e progressiva degli strati cutanei.

I peeling chimici, infine, sfruttano la capacità di alcune sostanze chimiche (tra cui, per esempio, l’acido tricloroacetico) di erodere i tessuti andando a eliminare le lesioni superficiali del caso.

Una volta eliminati, gli xantelasmi possono ripresentarsi?

Vi ho spiegato che gli xantelasmi siano lesioni spesso causate da alcune patologie specifiche, come la dislipidemia. In quanto tali, possono ripresentarsi a distanza di tempo dalla loro rimozione, ma va detto che, nonostante questo rischio, esistono degli ottimi accorgimenti legati alla tecnica di rimozione che di solito scongiurano la possibilità di recidiva.

Alcuni di voi si chiederanno – com’è naturale – quale sia la tecnica più efficace. Bene, per rispondere al quesito che sorge in mondo spontaneo, vi suggerisco di paragonare lo xantelasma alla punta di un iceberg, nel senso che quell’odiosa macchia gialla che percepiamo sulla cute delle palpebre, di solito, non è che il 30% della dimensione complessiva dello xantelasma. La rimanente parte, infatti, non si può osservare perché posta al di sotto della pelle. Ecco la ragione per cui preferisco rimuovere quasi tutte queste lesioni con la tecnica chirurgica, al fine di assicurare la rimozione di tutta quella parte non percepibile alla vista e che, normalmente, è responsabile di eventuali recidive future.

Gli effetti? Sono garantiti. D’altra parte, il trattamento chirurgico di blefaroplastica non lascia affatto cicatrici evidenti, dal momento che le incisioni vengono praticate seguendo le naturali pieghe del volto. I risultati estetici sono armoniosi e naturali e si tratta altresì (come nel caso delle altre due tecniche!) di trattamenti estremamente sicuri ed efficaci.

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